Congresso Nazionale AFEN
"La nutrizione: patrimonio genetico del Farmacista"
25 e 26 giugno - Trani
Abstract del Primo Congresso Nazionale AFEN di Antonio Sartini
Gli obiettivi e le finalità dell’A.F.E.N. hanno riscosso fin dall’inizio un notevole interesse da parte dei farmacisti, tanto che, in breve tempo, dopo il convegno di marzo 2016, è stato organizzato un primo congresso nazionale dal titolo “La nutrizione: patrimonio genetico del farmacista”, che si è svolto in una suggestiva location, a Palazzo Lodispoto, in piazza Duomo, proprio di fronte al mare di Trani, il 25 e 26 giugno 2016. Sono intervenuti personaggi di elevato spessore politico, giuridico, scientifico, accademico e didattico, questo ha reso possibile una visione d’insieme del ruolo del farmacista in ambito nutrizionale e, allo stesso tempo, un aggiornamento di massimo livello su argomenti scientifici di grande attualità.
Il senatore D’Ambrosio Lettieri, vice-presidente della F.O.F.I., ha aperto i lavori congressuali con una brillante relazione introduttiva, completa ed esauriente, sullo stato dell’arte e sulle eventuali possibilità di intervento legislativo. Ha messo in luce la situazione critica che sta attraversando la farmacia italiana, dando conferma a quanti pensano che, ora più che mai, sia importante rivalutare la professionalità sanitaria del farmacista.
Il dott. Pellegrini Calace, presidente di Federfarma BAT, ha parlato della nutrizione come prevenzione della salute nella farmacia territoriale. Ha parlato del progetto sperimentale che mira a valutare l’impatto della farmacia dei servizi sulla prevenzione del diabete di tipo 2. Lanciato nell’ambito del Programma 2015 del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie del ministero della Salute, il progetto coinvolge oltre alla regione pugliese, alle Federfarma e agli Ordini dei farmacisti e dei medici di Brindisi e BAT anche il Piemonte, l’Umbria, l’Università di Torino e la Asl TO3. In questo contesto è nato un dibattito grazie ad una collega di parafarmacia, che ha consentito, di chiarire la posizione dell’AFEN, super partes e trasversale, che lega i farmacisti a prescindere dall’ambito lavorativo. Ciò fornisce un importante spunto sul fatto che l’AFEN può essere un importante punto di incontro, evoluzione e collaborazione. Infine, il presidente D’Amore è intervenuto auspicando per il prossimo congresso nazionale, che si terrà entro la fine dell’anno in corso, la presenza di una rappresentanza istituzionale delle parafarmacie, che erano state invitate ma che non erano presenti.
L’avvocato Massimo Minerva, specialista di diritto del lavoro ed esperto in diritto sanitario, ha dato una lettura critica e costruttiva dell’attuale quadro normativo. Ha messo in luce quanto l’intervento nutrizionale del farmacista, dipenda da un’interpretazione della normativa che è limitata e soprattutto manca di sostanziali ed inequivocabili riferimenti legislativi.  Ne è nato un importante dibattito sulla normativa vigente, ripreso anche nella tavola rotonda a chiusura della seconda giornata dei lavori congressuali. Sono stati sottolineati i vuoti legislativi da colmare, i paradossi e le incongruenze che la normativa presenta. Con il consenso unanime dei presenti, si è convenuto sulla necessità di un adeguamento legislativo che valorizzi maggiormente in ambito nutrizionale, la professionalità del farmacista. Il messaggio non deve essere frainteso, innanzitutto il farmacista deve operare, in scienza e coscienza, entro i limiti dell’attuale interpretazione della legge, senza sconfinare nelle competenze di altre professioni. Inoltre, è fondamentale il continuo aggiornamento e l’approfondimento delle materie inerenti la nutrizione. Tuttavia, alla luce dei fatti è legittimo intraprendere un percorso, anche legislativo, che possa rileggere in maniera coerente la normativa, ridefinire meglio i limiti operativi, tenendo conto del background culturale del farmacista, del suo ruolo sanitario, nonché del curriculum studiorum post-universitario.
Come evidenziato già a Firenze, in occasione di FarmacistaPiù 2016, la norma, fino ad oggi, ha riconosciuto esplicitamente al farmacista diverse competenze in ambito alimentare e nutrizionale:
- nell’educazione alimentare;
- nella diffusione di norme igieniche e alimentari;
- nel consiglio agli alimenti speciali e nel supporto di alimentazioni particolari (patologie, età pediatrica, gravidanza, allattamento, senescenza, attività sportiva, ecc.);
- nella segnalazione di interazioni farmaco-alimento e nella farmacovigilanza per i botanicals e gli integratori alimentari;
- nella possibilità di intervento nella piccola patologia dell’apparato digerente e dell’alimentazione in genere, con la possibilità di consiglio di farmaci OTC e SOP;
- nelle preparazioni galeniche e magistrali di integratori alimentari e botanicals;
- nella nutrizione artificiale, in ambito ospedaliero, il Farmacista è parte integrante del Team Nutrizionale.
Nonostante le esplicite competenze attribuite, concettualmente non si spiegano i limiti operativi che sembrerebbero imposti al farmacista dall’attuale interpretazione della legge vigente. Volendo entrare nel particolare dovremmo porci alcune domande.
Quando il consiglio riguarda la piccola patologia dell’apparato digerente o se il consiglio viene richiesto nell’ambito di un determinato regime alimentare, come può un farmacista, in scienza e coscienza, esprimere un parere o un consiglio professionale senza conoscere gran parte dei dettagli della materia medica, farmaceutica e nutrizionale in cui opera ed è richiesto il suo intervento?
Come può un farmacista consigliare l’apice della piramide delle priorità alimentari (vedi slide che segue) senza conoscerne o valutarne la base a priori?
D’altronde, come può il legislatore aver demandato tali competenze al farmacista, che rientrano nel sistema di tutela della salute pubblica, senza aver riconosciuto a monte, implicitamente, la competenza di questa figura professionale in ambito alimentare e nutrizionale?
Di qui la contraddizione normativa che prevede per il farmacista di operare qualitativamente e quantitativamente all’apice della piramide per correggere la base, senza poter intervenire quali-quantitativamente direttamente anche sulla base stessa.
In pratica, un farmacista può consigliare un integratore ad un qualsiasi soggetto, anche un minore, per correggerne un ridotto apporto dietetico o per un aumentato fabbisogno fisiologico. Da professionista sanitario, come potrebbe farlo senza valutare il fabbisogno energetico e quali-quantitativo di macro e micro nutrienti, senza tenere conto dello stile di vita e delle abitudini alimentari della persona? Sarebbe come vendere un farmaco sop/otc senza domandare al cliente/paziente il motivo per il quale ha richiesto la consulenza sanitaria. Dottore mi aiuti ho un gran mal di testa!  E il farmacista, senza battere ciglio, gli vende una soluzione per onicomicosi!
Cosa accadrebbe se ad un medico venisse imposto di tutelare la salute di un soggetto senza chiedere sintomi e rilevare segni, senza fare un’anamnesi e senza fare una diagnosi? 
Nell’ambito dei farmacisti esperti in nutrizione, è opinione comune, che il ruolo, la competenza e le funzioni del farmacista siano sottovalutate.  Il timore è che si voglia spodestare la professione dalle sue prerogative e dalla sua funzione sanitaria.
La sessione politica, giuridica ed etico deontologica del sabato mattina si è conclusa con l’intervento del presidente AFEN, dott. Francesco M. D’Amore, che ha riassunto scopi e obiettivi dell’associazione.
A fine mattinata il dott. Antonio Sartini, ha analizzato l’intervento nutrizionale del farmacista secondo l’attuale interpretazione normativa. La presentazione è stata un riassunto dell’operatività del farmacista ed ha aperto la fase scientifica del congresso che è entrata nel vivo a partire dal pomeriggio del sabato. Il farmacista, in base all’esito dell’intervista di approccio con il cliente/paziente può proporre autoanalisi di peso e altezza, idratazione e composizione corporea, nonché dei principali parametri ematochimici e urinari. In funzione del quadro che si evidenzia, il farmacista può dare la sua consulenza professionale sanitaria in base alle necessità del paziente/cliente, intervenendo direttamente o inviando, nei casi che esulano dalle sue competenze, al medico o al biologo nutrizionista.
Dopo il pranzo, sono ripresi i lavori con una prima sessione scientifica rivolta al consiglio nutrizionale.
Il noto prof. Giovanni Scapagnini ha deliziato la platea con un la presentazione “Nutraceutici per le funzioni cerebrali” focalizzando l’attenzione su dieta e sistema nervoso centrale, trattando molecole come la curcumina, il sulfurano, i polifenoli del cacao e l’omotaurina. Lo stesso Scapagnini ha dedicato parole di plauso all’attività dell’AFEN ed alla competenza dei farmacisti in ambito nutrizionale.
A seguire il dott. Antonio Finaldi ha fatto un’eccellente presentazione, di elevato valore didattico, sul microbiota intestinale, il nostro secondo cervello. Ha trattato il rapporto dell’ecosistema intestinale con le funzioni fisiologiche corporee, l’influenza reciproca con la dieta, la relazione con la salute e le malattie (il diabete, l’obesità, ecc.) ed ha concluso con le strategie terapeutiche legate a prebiotici, probiotici e simbiotici.
Il Prof. Matteo Saccia, ha brillantemente presentato la zonulina, la proteina che interviene nel meccanismo di modulazione delle giunzioni strette negli enterociti e, quindi, nella permeabilità dell’intestino. Ha descritto i suoi rapporti con la celiachia e la sindrome di aumentata permeabilità intestinale, i meccanismi fisiopatologici legati alle intolleranze alimentari e l’applicazione farmacologica del larazotide acetato, un antagonista sul recettore della zonulina.
Dopo il coffee break, è iniziata la sessione dedicata all’autodiagnostica in farmacia, un settore che può essere di grande aiuto per il farmacista esperto in nutrizione.
Ha iniziato la dott.ssa Barbara Ventura, farmacista, specialista in diagnostica del settore gastroenterologico, la quale ha illustrato i test disponibili per la diagnosi dell’infezione dell’Helicobacter Pylori, specie l’urea breath test, con relativi cenni di fisiopatologia e comparazione dei metodi alternativi di analisi disponibili. Si è poi soffermata su vari H2 breath test per il malassorbimento dei carboidrati, il loro uso in base ai substrati utilizzati, i pregi e i difetti.
Ha concluso la serata il dott. Fabiano Merzari, che ha parlato dei servizi di telemedicina per la valutazione della composizione corporea. Ha accennato alla bioimpedenziometria vettoriale, soffermandosi sulle applicazioni e le potenzialità in nutrizione, nello sport, nel wellness, in cardiologia e in geriatria.
La mattina di domenica 26 giugno è iniziata con la presentazione dell’architetto Biagio Tarantini e del designer Carlo Bernardini, che hanno proposto nuove idee per la progettazione di spazi dedicati alla nutrizione in farmacia e parafarmacia, tenuto anche conto della possibilità di counseling nutrizionale.
Ha parlato poi il dott. Aliberti Gerardo che ha fatto una esauriente dissertazione sull’applicazione delle normative vigenti, dalla progettazione degli integratori alimentari al prodotto finito.
Di seguito è intervenuto il dott. Francesco Settembrini, presidente della Consulta degli Ordini dei Farmacisti di Puglia, che con entusiasmo ha ringraziato per la nascita dell’AFEN, sottolineando che era giunta l’ora che qualcuno si impegnasse in questo senso. Il dott. Settembrini ha presentato una relazione su come gestire il consiglio al banco per gli integratori utilizzati nello sport. La presentazione ha saputo ben amalgamare l’aspetto professionale e commerciale, con l’approccio etico-deontologico e psicologico verso il cliente sportivo, che ha mille sfaccettature ed esigenze diverse.
Dopo il coffee break è intervenuto il prof. Pierluigi Pompei, presidente onorario AFEN, con la presentazione sugli omega tre nella terapia, nell’integrazione e nell’alimentazione. Il prof. Pompei ha sottolineato il ruolo chiave del farmacista nella formulazione e nella preparazione galenica, oltre che nella consulenza post-diagnosi clinica.
L’ultima presentazione è stata la lezione magistrale del prof. Emilio Jirillo, ricercatore di fama internazionale che vanta più di 500 pubblicazioni scientifiche. Il prof. Jirillo ha parlato del ruolo immunomodulante dei polifenoli. L’azione dei polifenoli sul microbiota e sugli adipociti, l’effetto della dieta mediterranea sulle citochine corporee e sull’ecosistema intestinale e quindi dell’effetto immunomodulante del cibo.
A chiusura dei lavori si è svolta una interessante tavola rotonda con tutti i relatori presenti.
In ultima analisi, c’è solo un modo per risollevare le sorti della figura del farmacista: mostrare un orgoglio professionale che dia la forza al gruppo per essere uniti e risoluti negli intenti. La competenza e le funzioni del farmacista sono sottovalutate, la “riscossa” dei farmacisti può nascere solo dalla rivalutazione della professionalità, nessuno deve spodestare la nostra professione dalle sue prerogative e dalla sua funzione sanitaria.
Quali sono perciò i motivi per i quali ogni farmacista, iscritto all’Ordine, appassionato, interessato, impegnato o con particolari competenze e/o specializzazioni in ambito alimentare e nutrizionale, dovrebbe iscriversi all’A.F.E.N.? Le risposte sono tante e di seguito si elencano le più importanti:
1. promuovere e sostenere il proprio ruolo in ambito sanitario;
2. per contare di più in ambito legislativo;
3. per frequentare corsi e congressi creati e destinati da farmacisti per i farmacisti;
4. per usufruire di materiale e servizi riservati ai soli iscritti;
5. per crescere insieme professionalmente, con il giusto orgoglio per la propria professione, senza aver timore di assumere responsabilità sanitarie per le quali si è tanto studiato e si continua a studiare.
La video registrazione del congresso nazionale di Trani, corredata delle slides di tutti i relatori, a breve, sarà resa disponibile integralmente con costo agevolato per i soci.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.afen.it .