L’educazione ai corretti stili di vita passa senza dubbio attraverso l’intervento del farmacista che, grazie alla sua capillare presenza sul territorio, rappresenta sempre più la figura sanitaria di riferimento per il farmaco, per la dietetica, l’alimentazione e l’integrazione.
Il nuovo corso di laurea in farmacia aggiorna ed amplifica le conoscenze nella nutrizione e nella nutraceutica, che non rappresentano  più un corollario, ma un aspetto fondamentale della professione farmaceutica. Adeguare la formazione accademica apre la porta a nuovi sviluppi della professione, anche in questo campo.

Le diverse teorie che spiegano i fenomeni dell’invecchiamento convergono verso pochi elementi chiave: ossidazione ed infiammazione in specie in un organello, il mitocondrio.
Gli effetti della combinazione di questi due fenomeni sono alla base di tutte le teorie sull’invecchiamento, a qualunque livello, organo o metabolismo, si applichi il razionale.
Gli studi che invece cercano di misurare il ruolo dei diversi elementi che concorrono ad un invecchiamento buono, affermano che lo stile di vita ha un peso enormemente superiore alla genetica (35% contro 65%).
Cervello e muscolo sono organi chiave nel qualificare lo stato di invecchiamento, ovvero nel separare l’età anagrafica da quella organica.
Sia la nutrizione, con diverse modalità (restrittive o con uso di particolari alimenti) che la supplementazione (in specie alcuni nutraceutici), che l’esercizio fisico esprimono un considerevole effetto positivo, in particolare l’esercizio sembra avere i migliori e più completi effetti.
Occorre che la gestione dei molti anni di vita in più che stiamo ottenendo, sia oculata, attenta e ben pianificata. La spontaneità e la trascuratezza possono non accorciare la durata della vita ma hanno un effetto molto significativo sulla qualità degli ultimi anni.
Primario ospedaliero. Responsabile dell’U.O. di Riabilitazione dell’Ospedale Policlinico di B. Roma in Verona

Il termine ‘Sarcopenia’ derivante dal greco sarx, carne e penia, povertà, indica la perdita di massa muscolare. Può manifestarsi dopo inattività fisica, in soggetti sedentari o nella terza età e comporta la progressiva riduzione della forza muscolare. La perdita di proteine a livello della muscolatura scheletrica è il risultato dello squilibrio tra la velocità di sintesi proteica muscolare e la sua degradazione. La condizione di sarcopenia comporta un incremento della massa grassa e un aumento della resistenza all’insulina. La prevenzione include il supporto nutrizionale con particolare enfasi per le proteine di alta qualità, in combinazione con l’uso di agenti anabolizzanti. In particolare per ridurre la massa grassa e favorire la massa magra si ricorre agli aminoacidi essenziali (leucina, lisina, valina, iso­leucina, treonina, metionina, fenilalanina, triptofano). La miscela di aminoacidi essenziali, purché sia nella quantità e nel giusto rapporto reciproco, così come indicato nel documento redatto dall’OMS nel 2007, costituisce una sorgente dal massimo valore biologico di proteine che permette di favorire il calo ponderale, stimolare la perdita di grassi (lipolisi), senza produrre scorie azotate, pericolose per il rene, sfruttando la proprietà anabolizzante dell’insulina che in presenza di aminoacidi essenziali, ricava l’energia per formare massa magra, a partire dal tessuto adiposo.

Il processo fisiologico dell’invecchiamento comporta cambiamenti della composizione corporea. La valutazione della composizione corporea ed il relativo follow-up, permette di prevenire o evidenziare diverse problematiche relative all’età geriatrica, come: la malnutrizione, la sarcopenia, l’edema o la disidratazione. Il Farmacista, quale professionista sanitario, in virtù della sua preparazione, della capillare distribuzione sul territorio di farmacie e parafarmacie e del quotidiano contatto con la popolazione anziana, può giocare un ruolo cruciale nella prevenzione delle patologie che conseguono a tali disturbi, operando uno screening di massa con l’autoanalisi della composizione corporea.


Lo stato nutrizionale dell’individuo e la sua relativa assunzione giornaliera rappresentano fattori determinanti nell’influenzare salute mentale ed conseguentemente lo sviluppo di disordini di origine cerebrale. Le principali patologie che affliggono la sfera cerebrale sono rappresentate da depressione, perdita delle funzioni cognitive, disordini psichiatrici e malattie degenerative centrali.
Spesso, all’allungamento della vita, corrisponde un aumento dell’insorgenza di patologie cerebrali, compromettendo fortemente la salute del soggetto.
Una serie di macro e micronutrienti possono essere di sicuro beneficio per l’integrità cerebrale, quali gli acidi grassi omega 3, fosfolipidi, niacina, folati, vitamina B6 e B12. D’altro canto, grassi saturi e zuccheri semplici risultano dannosi per le funzioni cognitive, così come alcuni dati indicano che gli stessi livelli di colesterolo contribuiscono ad un aumento del rischio di malattie depressive. Lo scopo di questo lavoro è quello di evidenziare quali fattori positivi nel campo della nutrizione sono di beneficio per uno stato quanto più possibile, di salute mentale.

L’uso della medicina di intervento, rispetto alla medicina di attesa è certamente una grande sfida per prevenire alcune patologie o, perlomeno, allontanarne il più possibile l’insorgenza. Volendo perseguire questo obiettivo, diventa sempre più importante un’ alimentazione equilibrata accoppiata a stili di vita corretti e funzionali all’età del soggetto. L’uso di prodotti naturali, di provenienza vegetale, insieme a una particolare attenzione per le caratteristiche salutistiche degli alimenti consumati, associati ad eventuale utilizzo di alimenti funzionali o integratori, è certamente una strategia condivisibile, che diventa quasi obbligata in caso di persone della terza età. Tale fascia di popolazione è certamente la più esposta a eventi tossicologici di tipo pro-infiammatorio, sia su base biologica/immunologica che a causa del prolungato utilizzo di politerapie farmacologiche che, come ben noto, controllano gran parte delle patologie dell’anziano, ma non raggiungono la loro completa remissione. Tutto ciò, determina spesso l’insorgenza di interazioni tra farmaci e interazioni farmaci-alimenti. Quindi una attenta e corretts valutazione dell’alimentazione dell’anziano, sia sotto l’aspetto di apporto di sostanze salutistiche che per la valutazione calorica energetico-funzionale, produrrà certamente un grande beneficio salutistico per tutti, e non ultimo un notevole risparmio per le ridotte finanze del nostro Sistema Sanitario Nazionale.

L’IPB può essere una patologia progressiva, specie se non adeguatamente trattata.
La sintomatologia più comune è di tipo ostruttiva ed irritativa con conseguenze sulle funzionalità meccaniche ed emodinamiche. Nel trattamento dell’iperplasia prostatica benigna (BPH), gli integratori più comuni sono a base di Serenoa repens. La sua efficacia è dovuta all'inibizione degli isoenzimi 1 e 2c della 5-alfa-reduttasi sui recettori delle cellule della prostata.
Studi scientifici hanno dimostrato che sia l’infiammazione che bassi livelli di vitamina D possono essere fattori aggiuntivi per scatenare rispettivamente l’ IPB e la predisposizione allo sviluppo del tumore alla prostata. Inoltre esiste una correlazione tra infiammazione, ritenzione urinaria, peggioramento del punteggio nella scala IPSS e maggior volume della prostata rispetto ai pazienti con ridotta infiammazione. Questi aspetti, se non sottovalutati, possono contribuire alla scelta di una corretta strategia terapeutica.
Gli acidi boswellici della Boswellia Serrata, noti per le proprietà antiinfiammatorie, in diversi studi clinici (vitro e vivo) hanno dimostrato un’attività inibitoria nei confronti della crescita delle cellule tumorali. Parecchi studi hanno evidenziato una notevole correlazione tra il ruolo della vitamina D e il tumore della prostata, in particolare sul controllo della proliferazione cellulare nella prostata.

I prodotti vegetali, alla luce dei riscontri scientifici e del profilo di efficacia e sicurezza, possono costituire un eccellente supporto nelle distonie neuro-vegetative e nelle alterazioni sonno-veglia nella popolazione anziana, contribuendo ad una migliore qualità complessiva della vita. La fito-scienza si distingue per l’utilizzo di estratti vegetali costituiti da una miscela di bio-composti che rappresentano il “fitocomplesso” della pianta. Questa tipica complessità conferisce al fito-derivato caratteristiche peculiari ed un profilo di attività diverso dal farmaco monomolecolare.
Specifici studi dimostrano che nelle fluttuazioni del tono dell’umore, ma anche negli stati di ansia moderata e nelle forme di esaurimento emotivo è di valido supporto l’uso dell’Iperico. Inoltre, l’associazione sinergica con piante officinali come Passiflora, Griffonia, Melissa, Magnolia e il sostegno micro-nutrizionale di Inositolo, Magnesio, Tiamina e Vitamina B6 può essere di ulteriore aiuto.
In aggiunta, l’associazione razionale di adeguati estratti erbali, titolati e standardizzati, e specifici fattori micro-nutrizionali può contrastare fenomeni di insonnia; in particolare, può ottimizzare l’andamento della qualità e della quantità del sonno (riducendo il tempo di addormentamento e migliorando il sonno “poco riposante”); il tutto senza provocare sedazione ed inibire l’attenzione, nel corso della giornata.
Biologo. Specializzazione in Chimica e Tecnologie Alimentari. Responsabile formazione scientifica, Docente e relatore tecnico, Direttore scientifico, ERBA VITA GROUP S.p.A.

L’invecchiamento demografico del nostro Paese ha inevitabili ripercussioni a livello sociale, influenzando in modo importante anche le strategie sanitarie. La capillare presenza del farmacista sul territorio nazionale lo vede protagonista, non solo nel ruolo della dispensazione del farmaco, ma anche come educatore ai corretti stili di vita e alla sana alimentazione.
Il recente disegno di legge Mandelli/ D’Ambrosio Lettieri, ridisegna il ruolo del farmacista in ambito nutrizionale, adeguandolo anche ai bisogni di una popolazione sempre più anziana. La sua consulenza, dall’imprescindibile ruolo etico, lo renderà sempre più strategico anche per la riduzione della spesa sanitaria nazionale.
L’AFEN ha quindi pensato di relizzare un evento dagli elevati contenuti tecnico-pratici rivolto sia ai farmacisti sia agli operatori della salute e del benessere, che intendano focalizzare la loro conoscenza su un target sempre più numeroso.
Prof. Ettore Novellino







Prof. Nicola Sponsiello


















Prof. Bruno Brigo
















Dott. Antonio Sartini









Prof. Pierluigi Pompei














Prof. Carlo Franchini
















Dott.ssa Gloria Pummilia

















Dr. Maurizio Diamante



















Dott. Francesco D'Amore
ABSTRACT DELLE RELAZIONI

Congresso Nazionale AFEN
"il ruolo del farmacista nella nutrizione della terza età"
11 Maggio 2017 - Rho (MI)