“Il PRIMO CONVEGNO NON SI SCORDA MAI”
di Antonio Sartini.

L’A.F.E.N. (Associazione Farmacisti Esperti in Nutrizione), nata nel settembre 2015, è stata presentata ufficialmente domenica 20 marzo nell’ambito di FarmacistaPiù 2016, a Firenze, grazie all’invito della FOFI. In questa occasione si è tenuto il primo convegno dal titolo “Il Farmacista e la Nutrizione: storia, tradizione e normativa”. I soci fondatori sono intervenuti per chiarire i quadri, storico e normativo, che legano indissolubilmente la professione del farmacista italiano alla nutrizione, mettendo in risalto l’evoluzione che questo aspetto sta avendo in altri paesi europei e americani, nonché la necessità di evoluzione professionale e legislativa che sono la ratio ed il cuore che trainano l’associazione.
Già quindici anni fa i soci fondatori, nei corridoi di eventi congressuali, hanno iniziato ad interrogarsi sui motivi per i quali la figura del farmacista, nonostante le prerogative della sua professione sanitaria, venisse coinvolta ma, allo stesso tempo, limitata in ambito nutrizionale. Il farmacista, ora come allora, viene “corteggiato” per fargli “acquistare e rivendere” prodotti alimentare e allo stesso tempo, viene “procacciato” e accettato in corsi post-universitari, pagati profumatamente. Sfortunatamente per lui, nonostante lo studio ed il superamento degli esami finali, tali studi conferiscono competenze che non possono essere applicate in ambito dietetico, nell’accezione più ampia della materia, per la tutela della salute pubblica. Ora come allora qualche “domandina” nasce spontanea. Cos’ha questa professione sanitaria che non va? Medico e farmacista all’origine non erano una cosa sola? La separazione delle competenze non fu adottata per creare due facce della stessa medaglia a tutela della salute pubblica? Nei secoli qual è stato il ruolo del farmacista in ambito nutrizionale? L’alimentazione e la nutrizione non sono alla base della prevenzione, della cura e della riabilitazione di tante malattie? Queste non sono prerogative di una professione sanitaria come quella del farmacista? Cosa si studia all’università per conseguire una laurea in farmacia? Ma noi che abbiamo studiato? Ma gli altri che hanno studiato? In cosa ci siamo perfezionati o specializzati? Che dice la legge? Ma c’è una legge chiara? Da chi e come è stata interpretata la normativa vigente? Perché le risposte sono interpretazioni piene di lacune e condizionali? Perché la normativa oltre a non essere chiara non è coerente con la preparazione richiesta da una professione sanitaria? Le istituzioni e le associazioni che ci rappresentano cosa fanno al riguardo? Quanti siamo, tra i farmacisti, a farci tutte queste domande?
Con il “gioco del perché” è nata l’idea di creare l’AFEN ma, come dice un antico adagio giapponese, una strada di 10.000 km inizia sempre con un passo. Il convegno di Firenze è stato solo il primo passo.
La prima relazione del convegno, dal titolo “Nutrizione: patrimonio genetico del farmacista?” è stata presentata dal dott. Antonio Sartini, segretario AFEN, il quale ha percorso l’excursus storico, accademico e normativo che costituiscono il fondamento della competenza del farmacista in ambito nutrizionale. È stato quindi fornito un quadro sinottico delle competenze e delle professioni coinvolte nell’alimentazione e nella nutrizione. Sono state riassunte le competenze del farmacista in ambito nutrizionale, con le possibilità operative, i limiti legislativi e i percorsi che l’attuale normativa prevede per ampliarli. In ultimo, sono state fatte delle proposte di intervento in ambito deontologico, normativo ed organizzativo. Alla luce di quanto è stato esposto è difficile pensare che la nutrizione non faccia parte del patrimonio genetico del farmacista.
La seconda relazione del convegno dal titolo “Il Nutraceutico: la ricerca scientifica dalla farmacologia alla nutrizione”, è stata presentata dal prof. Pierluigi Pompei, presidente onorario AFEN, il quale, nel delineare il rapporto degli integratori alimentari e/o funzionali con l’alimentazione, ha individuato nella competenza del farmacista, la figura professionale sanitaria ideale alla gestione della nutraceutica.   Data la preparazione che necessita la gestione di un nutraceutico, non si comprende il perché, l’attuale interpretazione normativa, permetta ad un farmacista di consigliare un qualsiasi supplemento alimentare, ma non gli consenta di formulare un protocollo dietetico individuale nel quale inserire lo stesso integratore. Nella parte finale della presentazione, il prof. Pompei, ha fatto una panoramica della professione del farmacista in altri paesi europei e americani, mettendo in evidenza che, a fronte di ulteriori perfezionamenti post-universitari, i farmacisti hanno ruoli operativi che superano i limiti degli italiani in ambito dietetico. Dopo quanto evidenziato lascia veramente perplessi il fatto che, in Italia, la normativa non distingue le competenze in ambito nutrizionale in base ad una preparazione specifica che parta da un background sanitario. Invece, nel nostro paese, tale discriminazione dipende solo dall’iscrizione ad un ordine professionale piuttosto che ad un altro, a prescindere dal percorso accademico del professionista iscritto.
La terza ed ultima relazione del convegno dal titolo” Associazione Farmacisti Esperti in Nutrizione: valorizzare la professione” è stata presentata dal Presidente AFEN, dott. Francesco D’Amore, il quale ha sottolineato il bisogno di revisionare l’attuale interpretazione normativa che penalizza il farmacista in ambito nutrizionale e ha presentato gli scopi e gli obiettivi dell’AFEN, nonché le modalità per perseguirli. Infatti, pur operando nei limiti della nostra professione, nel rispetto delle competenze delle altre professioni, è legittimo chiedersi perché ci troviamo in questa sorta di limbo normativo. Quindi, unirsi in associazione significa trovare le forze organizzative ed economiche per migliorare ed evolvere le conoscenze in ambito nutrizionale e chiedere il supporto di chi possa aiutarci a sviluppare e presentare proposte normative più coerenti con i percorsi formativi, i ruoli e le competenze professionali che già fanno parte della nostra professione.
In chiusura si è svolta una tavola rotonda con i farmacisti convenuti al convegno, dalla quale è emerso un grande interesse per la nascita dell’AFEN e per gli obiettivi che l’associazione persegue. C’è una forte richiesta di aggiornamento specifico, un diffuso senso di inadeguatezza normativa, l’assenza di una adeguata sensibilità da parte delle istituzioni, la sensazione di non potersi esprimere al meglio come professionisti sanitari nonostante le competenze acquisite e la necessità di fare qualcosa per rivalutare la professione del farmacista in quanto tale, a prescindere dall’ambito lavorativo (Farmacia, Parafarmacia, ecc.) o del ruolo ricoperto (titolare, collaboratore, ecc.).
Gli atti integrali del primo convegno A.F.E.N. (due pdf per un totale di 35 pagine) corredati di bibliografia, vengono inviati ai soci al momento dell’iscrizione per l’anno 2016. Chi è iscritto ma non li avesse ricevuti può richiederli alla segreteria@afen.it